La scelta di lavorare fuori città per godere dell’aria buona o per trovare un appartamento più a buon mercato potrebbe rivelarsi dannosa per la salute. Soprattutto se si è costretti a spostarsi ogni giorno in auto per raggiungere l’ufficio o il posto di lavoro.
Il traffico e le lunghe code, infatti, possono influire negativamente sulla salute cardiovascolare e sulla pressione sanguigna. Ma anche sui chili di troppo se si considera che il tempo prezioso speso seduti al volante potrebbe essere impiegato nel praticare un’attività sportiva o nell’esercizio fisico e in molti casi la palestra è la prima cosa che viene eliminata quando ci si trova a dover selezionare gli impegni e le attività quotidiane.
A fotografare la salute cardiovascolare dei pendolari è stata Christine Hoehner dell'Università di St. Louis che ha coinvolto nella sua ricerca 4300 persone abitanti in undici contee nelle periferie di Dallas e Austin, due tra le città statunitensi maggiormente trafficate. Gli studiosi hanno misurato il percorso quotidiano per raggiungere il posto di lavoro, l’esercizio fisico e l’indice di massa corporea, la capacità cardiorespiratoria e i vari fattori di rischio cardiaco, come trigliceridi, colesterolo, glicemia, circonferenza vita e pressione arteriosa.
I dati esaminati hanno permesso di scoprire che, a fronte di una maggiore distanza tra l’ufficio e la propria abitazione, aumenta anche il rischio cardiovascolare e alla fine chi è costretto a percorrere in auto più di 15 chilometri al giorno ha maggiori probabilità di avere pressione alta, ridotta funzionalità cardiorespiratoria, sovrappeso, ma anche elevati livelli di glicemia e lipidi nel sangue e il rischio aumenta ancora di più se si devono percorrere 30 chilometri.
La causa di questi effetti negativi sulla salute cardiovascolare è certamente da ricercare nella sedentarietà e nel tempo sottratto alla palestra, ma la studiosa statunitense non sottovaluta nemmeno il fattore legato allo stress provocato dalle lunghe ore trascorse nel traffico.