Si può curare l’asma in maniera definitiva? Quello che solo fino ad ieri sembrava essere una sfida impossibile, diventa una speranza tangibile per milioni di asmatici.
L’asma colpisce, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, un numero variabile tra i 100 e i 150 milioni di persone e 180mila asmatici muoiono ogni anno a causa della malattia. Nella metà dei casi l’asma è di natura allergica e nell’ultimo decennio il numero di asmatici nei Paesi dell’Europa Occidentale è praticamente raddoppiato per colpa, spiegano gli esperti, dei crescenti fenomeni di urbanizzazione che hanno costretto le persone a vivere in contesti chiusi sempre più ristretti, esposte ad elevati livelli di inquinamento.
L’asma è una malattia cronica. Una terapia standard consente di tenere sotto controllo sintomi e crisi e permette di vivere una vita normale, ma la speranza di poter debellare definitivamente il problema anima i tanti pazienti e i ricercatori di tutto il mondo. Un passo avanti in tal senso sembra sia stato fatto dai ricercatori dell'Istituto Malattie Respiratorie dell'Università di Genova, con la collaborazione della Regione Veneto.
La ricerca, presentata in occasione di un congresso Internazionale sull’asma bronchiale, ha scoperto che una terapia a lungo termine a base di anticorpi monoclonali modificherebbe la matrice patologica dell’asma e quindi ne bloccherebbe lo sviluppo definitivamente. Ma cosa sono gli anticorpi monoclonali? Si tratta di sostanze che inibiscono l’attività degli anticorpi Ige, quelli che danno il via alla reazione allergica che provoca l’asma, e ne favoriscono l’eliminazione.
L’autore dello studio (il primo al mondo sulla somministrazione di anticorpi monoclonali per lungo periodo), Roberto Dal Negro, ha spiegato di aver sospettato che una somministrazione su lungo periodo di anticorpi monoclonali potesse sortire un effetto sulla stessa matrice bronchiale. Ogni sei mesi gli scienziati hanno eseguito delle biopsie sui pazienti e hanno concluso che l’anticorpo monoclonale “altera in senso positivo la matrice patologica della malattia”.
Il 70% dei pazienti che si sono sottoposti a questa terapia ha mostrato un netto miglioramento della struttura biologica dei bronchi e una progressiva normalizzazione.
E’ l’alba di una nuova, definitiva, cura per l’asma?