La Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 304 del 31 dicembre 2011 ha pubblicato l’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, che obbliga le ospedaliere e ambulatoriali pubbliche e private, accreditate o autorizzate, a stilare nell’arco di due settimane un elenco di tutti i portatori delle protesi mammarie francesi denominate Pip che sono state impiantate in Italia a partire dal 1 gennaio 2001.
Le liste resteranno disponibili solo ed esclusivamente per le strutture, a tutela della privacy dei pazienti, e verranno poi notificate alle Asl territoriali che, a loro volta, invieranno i dati al Ministero della Salute.
L’ordinanza del ministro Balduzzi è un atto dovuto a seguito delle notizie diffuse nelle scorse settimane. Le protesi Pip sono considerate potenzialmente cancerogene e a rischio di rottura. In Francia sono state impiantate circa trentamila di queste protesi e sono almeno venti i casi di tumore mammario registrati tra i portatori delle protesi.
Da qui l’intervento del ministro della Salute francese, Xavier Bertrand, che ha dichiarato che, a scopo preventivo, andrebbero rimosse, a carico dello Stato, tutte le protesi e non solo quelle che manifestano segni di deterioramento. Le protesi non aumenterebbero il rischio di tumore, ma rischiano di rompersi rilasciando sostanze che possono favorire lo sviluppo del tumore.
E proprio l’emittente radiofonica francese Rtl ha dichiarato di essere entrata in possesso dell’esatta composizione dei materiali utilizzati per la realizzazione di queste protesi. Un elenco nel quale figurerebbero anche prodotti industriali, usati nell’industria petrolifera, mai testati per uso clinico.
Sarebbero proprio questi materiali i responsabili della rottura delle protesi e di un aumento del rischio di infiammazione dei tessuti e di tumore.
Le protesi mammarie Pip sono state ritirate dal mercato in Italia dall’aprile del 2010. Si stima ne siano state vendute tra le 4.000 e le 5.000 e dal 2005, nel nostro Paese, sono stati registrati 24 casi di rottura.
Ad essere considerate pericolose, secondo quanto riferisce il Consiglio Superiore di Sanità, sono le protesi Pip impiantate a partire dal 2001 perché realizzate con materiali non conformi e pericolosi.