Quali sono i risultati in termine di incidenza delle recidive rispetto alle tecniche tradizionali?
“È ormai da oltre dieci anni che la malattia emorroidaria viene curata con la tecnica Longo (SH= StapledHaemorroidectomy), intervento eseguito con suturatrice circolare che consente di correggere il prolasso mucoso del retto, causa della patologia, senza dover asportare le emorroidi. Caratteristica di questa procedura è l’assenza di ferite in regione anale e perianale e il vantaggio, unanimemente riconosciuto, è la notevole riduzione del dolore e delle principali complicanze riscontrate con le tecniche tradizionali di asportazione (CH= ConventionalHaemorroidectomy). Per quanto riguarda, poi, l’incidenza delle recidive abbiamo chiesto al CASPUR (Consorzio interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo Per Università e Ricerca) di interpretare i dati emersi dalla comparazione di studi SH e CH pubblicati negli ultimi dieci anni, interrogando i database specialistici MEDLINE, PUBMED, EMBASE, COCHRANE LIBRARY, GOOGLE SCHOLAR, secondoparametri di data dal gennaio 2000 al luglio 2011 e parole chiave univoche (utilizzate congiuntamente agli operatori Booleani di ricerca): anopexy, hemorroid, hemorroidectomy, stapledhemorroidectomy, PPH, Longo procedure. Sono stati selezionati solo studi con precisi criteri di inclusione dei pazienti (omogeneità delle diagnosi, delle fasce di età, di stato di salute), e con una rigorosa applicazione delle tecniche chirurgiche. Dall’analisi dei risultati si è evidenziato che l’intervento di emorroidopessi è gravato da un minor tasso di recidiva (3,9% contro 5%) rispetto alle tecniche convenzionali. Questi dati sono stati presentati al 113° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia che si è tenuto a Firenze lo scorso ottobre”.
E l’intervento è sicuro?
“L’emorroidopessi con stapler è una procedura sicura ed efficace tanto da essere accreditata dall’autorevole Istituto di ricerca anglosassone NICE (National Institute for ClinicalExcellence) e divenuta punto di riferimento nel mondo scientifico. I pazienti possono quindi rivolgersi tranquillamente ai proctologi che, con idonee indicazioni, suggeriscono tale metodica”.