Tempo d’estate e tempo di vacanze: con l’arrivo della bella stagione sopraggiunge anche una serie di fattori che favoriscono le patologie anorettali, come le più alte temperature, il maggior rischio di disidratazione, i cambiamenti di ritmi di vita o di abitudini alimentari e l’intensificazione di sport 'a rischio' (come ciclismo, mountain bike ed equitazione).
Le emorroidi sono strutture venose dilatate presenti al di sotto della mucosa del canale anale, dove, con il loro turgore, contribuiscono al mantenimento della continenza fecale. Alla base della patologia emorroidaria vi è in genere un prolasso mucoso rettale, che determina uno slittamento delle emorroidi verso il basso. La classica stadiazione va dal I° al IV° grado, in cui il prolasso emorroidario è esteriorizzato e non riducibile.
L’intervento per le emorroidi può essere oggi eseguito con tecnologie moderne che prevedono l’utilizzo di una suturatrice meccanica. Tali tecniche non comportano l’asportazione dolorosa delle emorroidi, ma l’esecuzione di un 'lifting' all’interno dell’ano, in modo da riportare le emorroidi prolassate nelle loro posizione originaria.
Un’altra diffusa patologia proctologica è la ragade anale. Si tratta di una lacerazione della mucosa del canale anale che mette a nudo lo sfintere sottostante. La sintomatologia è caratterizzata da forte dolore, soprattutto dopo la defecazione, persistente e con spasmo anale.
Oggi, prima di passare alla terapia chirurgica, si prova a ridurre lo spasmo sfinteriale con applicazione di trinitroglicerina o, in alternativa, con auto dilatazioni anali. Solo dopo l’insuccesso di tali terapie si arriverà all’intervento che, in mani esperte, risulterà comunque sicuro.
I centri colon-proctologici più avanzati forniscono attualmente tutte le più innovative tecnologie per la cura di ragadi ed emorroidi, evitando compilcanze e consentendo tempi di intervento e di degenza ridotti, bassa invasività e riduzione del dolore post-operatorio.