Per i casi gravi quale è l'iter medico per risolvere il problema?
La terapia della malattia emorroidaria, nei casi lievi, consiste nel modificare le abitudini di vita e alimentari.Nei casi gravi la terapia è chirurgica.
Quale terapia consiglia e perché?
Oggi la chirurgia del prolasso emorroidario si avvale di una tecnica, la PPH (prolassectomia secondo longo), che non prevede più l'asportazione del tessuto emorroidario, come avveniva nel passato con l'emorroidectomia.
Questo concetto è stato superato da nuove acquisizioni, che hanno dimostrato che i cuscinetti emorroidarii sono delle strutture che hanno una funzione valvolare di continenza. Inoltre si è dimostrato che il prolasso emorroidario è conseguenza del cedimento della mucosa di rivestimento del canale anorettale, che scivolando verso il basso spinge verso l'esterno il tessuto emorroidario. Quindi, si è intuito che asportando tale anello di mucosa che ha ceduto si possono riposizionare i cuscinetti emorroidari nella loro sede naturale conservando la loro funzione.
Tale intervento, si esegue utilizzando una suturatrice automatica circolare (stapler) che permette di rimuovere l'anello mucoso che ha ceduto e contemporaneamente confezionare l'anastomosi, facendo risalire il tessuto emorroidario. Tale tecnica, non creando ferite cutanee, non presenta sintomatologia dolorosa nel post operatorio e alla defecazione. Oltre un milione, sono i pazienti operati nel mondo e numerosi studi clinici hanno documentato notevoli vantaggi di tale metodica rispetto ai tradizionali interventi di emorroidectomia.