Le opzioni terapeutiche oggi disponibili per il trattamento delle disfunzioni del pavimento pelvico femminile variano notevolmente, e possono essere classificate in mediche, riabilitative e chirurgiche. Bisogna, in ogni caso, optare per gli interventi che meglio si adattano allo stile di vita della singola persona.
Trattamenti conservativi
Il trattamento rieducativi-riabilitativo rappresenta sicuramente quello di scelta in prima istanza e viene consigliato soprattutto alle pazienti con incontinenza urinaria, in particolare se da sforzo. I risultati possono essere soddisfacenti soprattutto in termini di miglioramento clinico piuttosto che di guarigione completa.
Trattamenti chirurgici uroginecologici
È oggi possibile trattare l’incontinenza urinaria da sforzo mediante il posizionamento di alcune benderelle in materiale sintetico o biologico (TVT o TOT) capaci di fornire il sostegno necessario all’uretra per una normale continenza urinaria.Tale trattamento mininvasivo ha ormai dimostrato di avere la stessa efficacia delle tecniche chirurgiche tradizionali.
Trattamento chirurgici colonproctologici
Sono disponibili oggi trattamenti miniinvasivi che hanno rivoluzionato l’approccio chirurgico della regione anale.
Per il trattamento della patologia emorroidaria una tecnica rivoluzionaria, l’emorroidopessi con suturatrice, ideata da Antonio Longo, garantisce la correzione e il riposizionamento del tessuto in eccesso senza asportare le emorroidi. L’intervento mini invasivo, della durata di 10-15 minuti, è quasi indolore e non comporta alcuna complicanza se correttamente eseguito.
Per il trattamento dell’Ostruita Defecazione, la tecnica STARR risulta essere la più efficace per la risoluzione del problema della stipsi. L’intervento prevede l’utilizzo di suturatrici meccaniche per la rimozione dei tessuti che ostacolano la defecazione, senza incisioni chirurgiche esterne e garantendo la ricostruzione di un retto anatomicamente normale.