La colite ulcerosa è una malattia a decorso protratto che interessa l'apparato gastro-enterico. Assieme alla malattia di Crohn, rientra tra le "malattie infiammatorie croniche intestinali".
Nella
colite ulcerosa vi è una importante infiammazioneche interessa soltanto il grosso intestino, il colon, localizzandosisempre e comunque nel tratto terminale, ovvero la regione del retto edel sigma. Va detto ancora che la si definisce
proctite quando l'infiammazione è soltanto localizzata al retto-sigma,
colite sinistra quando l'infiammazione colpisce tutto il colon e
colite totale quando tutto il colon è coinvolto.
Come si manifestaIl sintomo guida è la radicale
modificazione dell'alvo, ovvero scariche diarroiche ma con
feci miste a sangue e
muco, che sono tanto più frequenti quanto la malattia è più severa. Infatti la colite ulcerosapuò esordire in forma lieve ma anche con un attacco acuto particolarmente grave. Nei casi di localizzazione rettale (
proctite) può comparire anche un quadro di stipsi.
DiagnosiLa diagnosi della malattia viene fatta quando sono riconosciute alcune condizioni:
- per prima cosa occorre documentare l'infiammazione a livello rettale;
- in secondo luogo bisogna escludere che quelle lesioni non siano state provocate da una sostanza particolare, quali gli antinfiammatori non steroidei, un'infezione o qualunque agente fisico o chimico;
- terzo punto, è necessario essere sicuri che l'infiammazione sia persistente e protratta.
Terapie
Nel caso che la malattia esordisca con un attacco severo, vale a dire con più di sei scariche giornaliere feci muco-sanguinolente e disturbi generali, occorre sempre il ricovero in ospedale. Qui gli specialisti sottopongono il malato ad un trattamento intensivo, con alte dosi di cortisone,della durata di circa 7-10 giorni. Sono somministrati anche liquidi, plasma ed elettroliti, nonché sostanze ad alto contenuto calorico.
L'intervento chirurgico può essere effettuato o come terapia alternativa in caso di fallimento della terapia medica, nelle forme severe, oppure come scelta terapeutica nel caso di impoverimento della qualità di vita o scarsa risposta alla terapia medica.
L'intervento chirurgico può essere effettuato secondo una tecnica tradizionale, cioè anastomosi ileo-rettoche, come è ben comprensibile dalla parola, prevede l'asportazione delcolon malato e l'abboccamento dell'ileo con un piccolo tratto residuo di retto. Siccome il retto è la porzione di intestino sempre colpita, èovvio che si debba continuare per lunghi periodi con terapie locali e controllo della mucosa rettale.
L'altro intervento, di più recente introduzione, consiste, invece, nella ricostruzione di una nuova tasca rettalecon la mucosa dell'intestino tenue, mediante il suo abboccamento con il margine anale (anastomosi ileo-ano). Quest'ultimo intervento presenta il vantaggio di favorire l'eliminazione di ogni area affetta damalattia anche se una percentuale fortunatamente piccola di pazienti può sviluppare una nuova condizione flogistica della nuova ampolla.